Le istruzioni del modello per il credito d’imposta aggiuntivo ZES Unica 2025 prevedono che debbano essere indicate tutte le eventuali ulteriori agevolazioni, includendo non solo gli aiuti di Stato, ma anche le altre agevolazioni diverse da questi. Il credito d’imposta Transizione 4.0 rientra tra questi ultimi e, se richiesto dopo l’invio della comunicazione integrativa ZES Unica 2025, le istruzioni del modello prevedono che vada indicato nel relativo Quadro A. Nel fare questo, però, si crea un disallineamento tra logica sostanziale del cumulo e logica procedurale del modello. Sotto il profilo sostanziale, infatti, il credito d’imposta Transizione 4.0 non dovrebbe determinare una riduzione del credito ZES, se il cumulo complessivo non supera il costo dell’investimento, tuttavia, sul piano operativo, la struttura del modello produce l’effetto opposto. Qual è l’approccio da seguire in questo caso?
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