Il Note e Studi n. 5/2025 di Assonime analizza i risultati del PNRR nel settore giustizia a pochi mesi dalla scadenza del Piano, evidenziando progressi significativi ma non ancora strutturali. Nel penale i target di riduzione dei tempi risultano formalmente raggiunti, ma emergono segnali di rallentamento che ne mettono in dubbio la sostenibilità. Nel civile, invece, la riduzione del disposition time si ferma al 27,8%, lontana dal target del 40%, con criticità concentrate nei Tribunali. Positivi gli interventi sull’arretrato più risalente, ma dal 2024 tornano a crescere nuove iscrizioni e pendenze. Persistono nodi strutturali: scoperture di organico, instabilità dell’Ufficio per il processo, digitalizzazione incompleta, ritardi nell’edilizia giudiziaria. Per il sistema economico, oltre alla durata, è cruciale la prevedibilità delle decisioni. Assonime indica la necessità di interventi stabili su organizzazione, risorse e governance per consolidare le riforme oltre il PNRR.
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